La mia chiavetta USB per le emergenze operative (seconda parte)

Nella prima parte vi ho parlato del set di applicazioni portabili per Windows che ho preparato sulla mia chiavetta USB, recentemente però ho pensato che non sarebbe stato male avere un sistema operativo sempre a portata di mano, in molti casi potrebbe tornare decisamente utile. La comodità di avere un sistema live su una chiave USB anziché su un CD è semplice: dimensioni ridotte di trasporto (nel mio caso, la MyFLASH è veramente piccola) e tempi di accesso in lettura nettamente superiori, un particolare che si traduce in tempi di caricamento e risposta più "amichevoli" per l'utente.

Ovviamente la scelta di Linux come sistema è stata quasi naturale anche soltanto per questioni legate a licenze varie nel caso avessi scelto Windows, invece è stata un po' meno naturale l'identificazione della distribuzione più adatta anche se, con un pò di fortuna, sono incappato quasi subito in SLAX. SLAX è una distribuzione orientata dichiaratamente a un utilizzo live da mini-cd oppure anche da chiave USB, è basata su Slackware e attualmente è alla versione 5 stabile. In questo periodo è in preparazione la versione 6 che recentemente è giunta allo stadio di RC2 e ho deciso di utilizzare proprio questa versione poiché i software che la compongono sono più aggiornati ma allo stesso tempo la distribuzione base è più compatta delle precedenti. L'installazione sulla chiave USB è molto semplice, occorre soltanto:

  • scaricare l'immagine ISO o l'archivio TAR e decomprimerne il contenuto, rispettando la struttura indicata, su una chiave formattata in FAT32 (non è necessario quindi dover formattare la chiave con un FS Linux)
  • rendere avviabile la partizione della chiave USB usando syslinux, distribuito all'interno dello stesso archivio sotto forma di eseguibile già compilato sia per Linux che per Windows
  • copiare nella root della partizione resa bootabile i seguenti file presenti nella sottodirectory boot dell'archivio: initrd.gz, mt86p, syslinux.cfg, vesamenu.c32, vmlinuz.

Fatto ciò non resta che riavviare il computer per assistere al boot di SLAX, assicurandosi ovviamente che la pendrive sia inserita nel PC e che nelle impostazioni del BIOS vi sia la stessa chiave USB come prima opzione di periferica da cui effettuare l'avvio. La dicitura dell'opzione in questione può variare da BIOS a BIOS e spesso l'opzione Boot da floppy USB è si riferisce anche alle pendrive, occorre però tener presente che non tutte le schede madri offrono il supporto per questa funzionalità soprattutto nel caso di hardware non recente come il mio portatile che ormai ha 4 anni. Ci sono due opzioni per aggirare il problema:

  • creare un CD di boot utilizzando l'immagine ISO SLAX Boot CD (5MB) scaricabile dal sito. Una volta masterizzata, il CD vi permetterà di avviare la vostra SLAX da chiave USB oppure addirittura dal file ISO se lo avete memorizzato sull'hard disk.
  • creare un floppy di avvio DOS con tanto di driver USB. Io ho scelto questa opzione utilizzando l'immagine di un floppy di boot già pronta e basata su FreeDOS che potete scaricare direttamente a questo link. Per scriverla su floppy potete usare dd in Linux (dd if=fdboot.img of=/dev/fd0) oppure RaWriteWin in Windows, in seguito occorre modificare opportunamente il file fdconfig.sys per includere il caricamento dei driver Panasonic v2.06 ASPI Manager for USB mass storage per DOS forniti da Panasonic in Giappone per alcuni suoi prodotti e di cui potete trovare link ufficiale per lo scaricamento e un po' di dettagli per la loro configurazione in questa pagina.

Nel caso abbiate scelto l'opzione del boot via floppy, una volta completato l'avvio di DOS non vi rimarrà altro da fare che identificare la lettera dell'unità che è stata associata alla chiavetta USB (nel mio caso C:\), andare nella cartella \boot\dos e lanciare slax.bat. Se tutto sarà andato a buon fine vedrete partire la procedura di boot di SLAX.

Tutto sommato anche nella peggiore delle ipotesi non è difficile, la ricompensa sarà avere un sistema operativo vero e proprio a vostra disposizione con supporto di rete, interfaccia grafica, supporto per il protocollo SMB (condivisione file e stampanti Microsoft), client di posta, browser internet, editor di testo, client desktop remoto con supporto per VNC, client di IM multiprotocollo, lettore di feed RSS, lettore di video, di CD e di MP3 e utilità di masterizzazione... il tutto in soli 200MB.

Se non dovesse bastarvi la dotazione di serie non c'è problema perché una delle caratteristiche vincenti di SLAX è sicuramente la sua assoluta modularità e semplicità per l'aggiunta di nuove applicazioni, rappresentate da moduli in forma di file LZM che possono essere caricati al boot oppure addirittura aggiunti o rimossi anche "a caldo". Prossimamente vi parlerò più dettagliatamente delle caratteristiche salienti di SLAX con qualche tip per un migliore utilizzo.


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1 commento a “La mia chiavetta USB per le emergenze operative (seconda parte)”

  1. Ruby 1.8.6 e RubyGems per SLAX 6

    Con questo messaggio torniamo a parlare un po’ di Ruby e Linux, visto che è da un po’ che latitano sulle pagine di questo blog. Qualche settimana fa vi ho parlato della mia chiavetta USB su cui ho installato una distribuzione live (basata ...

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